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Mostrare tuttoDa tappa intermedia a meta agognata
Come ha fatto la Svizzera a passare da semplice tappa per nobili in viaggio di formazione a destinazione agognata, meta turistica per eccellenza e scenario di selfie per viaggiatori provenienti dal mondo intero? Dal 20 giugno 2026 la nuova mostra «Turismo. Destinazione Svizzera» del Forum della Storia Svizzera a Svitto racconta la storia del turismo svizzero dalle origini ai giorni nostri. La mostra illustra come i grandi alberghi, gli impianti di risalita e le immagini turistiche hanno plasmato la Svizzera quale destinazione di viaggio e si interroga sul futuro del settore turistico.
In che modo i turisti percorrono la Svizzera? E come ci spostiamo noi stessi? La mostra mette in luce diversi aspetti del turismo: la trasformazione da tappa intermedia per i nobili in viaggio verso l’Italia a destinazione vacanziera a sé stante, nonché questioni relative alla sostenibilità e al sovraffollamento turistico. Il percorso espositivo è concepito con un pizzico di nostalgia e numerosi dettagli scenografici. La mostra temporanea fornisce una contestualizzazione storico-culturale e offre l’occasione per riflettere sul futuro della Svizzera come meta turistica e sulle sfide attuali, quali la digitalizzazione e il cambiamento climatico.
Check-in con budget vacanze
L’esperienza inizia all’entrata: l’area di accoglienza si presenta come la reception di un hotel. Al momento del check-in, gli ospiti ricevono un budget vacanze sotto forma di gettoni che possono spendere presso le postazioni interattive, per acquistare una cartolina nel negozio di souvenir o per accedere a uno scenario esclusivo per i selfie.
Si accede alla mostra attraverso una creazione del duo artistico Studer/van den Berg. Il panorama alpino della serie «Vue des Alpes» propone un’esperienza di vacanza idilliaca e nostalgica, lontana dal frastuono e dal turismo di massa. Ma l’apparenza inganna: a un esame più attento, l’immagine si rivela una costrutto puramente digitale. Ciò porta direttamente alla domanda fondamentale: cos’è la natura vera? E cos’è un’immagine turistica ideale accuratamente inscenata? Da qui ha inizio per i visitatori un «percorso sul crinale», che illustra lo sviluppo della destinazione turistica con le fasi di crescita, i fattori trainanti e le cesure, dal XVIII secolo ad oggi.
Dal Grand Tour alla democratizzazione dei viaggi
Le origini del turismo svizzero risalgono ai «Grand Tour» della fine del XVII secolo. I giovani aristocratici inglesi facevano tappa in Svizzera durante il viaggio verso l’Italia. Solo nel corso dell’Illuminismo e del Romanticismo la Svizzera si è trasformata da Paese di transito a meta turistica. Il paesaggio alpino è stato idealizzato da artisti e letterati come luogo dove regnavano sicurezza e natura incontaminata. Questa immagine caratterizza ancora oggi in gran parte l’identità turistica della Svizzera.
Il boom della Belle Époque
Tra il 1854 e il 1865, gli «anni d’oro dell’alpinismo» hanno segnato lo sviluppo del turismo. Le prime ascensioni delle vette oltre i quattromila metri hanno dato impulso al turismo alpino, portando benefici economici anche nelle valli più remote. Questo boom è culminato alla fine del XIX secolo, durante la Belle Époque, con la costruzione di spettacolari ferrovie alpine e lussuosi complessi alberghieri. La mostra documenta però anche il «deturpamento del paesaggio», causato dal numero crescente di turisti e già allora criticato.
Dove ci porterà il nostro modo di viaggiare?
Nell’ultima parte della mostra l’attenzione si concentra sul presente: oggi i social media foggiano l’immaginario turistico e sostituiscono le classiche guide turistiche.
Il comportamento dei viaggiatori segue sempre più il principio «più sovente, più lontano, più breve» – con conseguenze drastiche: si affrontano temi quali le residenze di vacanza poco utilizzate, lo scioglimento dei ghiacciai e l’impronta ecologica della mobilità crescente, così come la riflessione su come potrebbe essere il turismo del futuro.
Partecipazione: il pubblico diventa parte della collezione
La mostra invita non solo a riflettere, ma anche a partecipare. Già prima dell’inaugurazione verrà lanciato un appello pubblico: cerchiamo selfie delle vacanze dei visitatori, che entreranno a far parte della mostra. Una selezione di queste immagini di viaggio private, sarà integrata nell’esposizione e verrà pure inserita come bene culturale digitale nella collezione fotografica del Museo nazionale svizzero. Infine, i visitatori potranno votare su quattro visioni del futuro e annotare le loro impressioni in un libro degli ospiti prima del «check-out». Infatti, la maggior parte di noi non è solo spettatore o spettatrice, ma anche turista.
Mediazione per tutte le generazioni
La mostra si rivolge a un vasto pubblico, dai più grandi ai più piccoli. Mentre per i bambini è stato ideato uno speciale percorso a indovinelli con il cane San Bernardo «Beni», il Museo offre laboratori su misura per le scuole. Per gli adulti è disponibile un’ampia offerta di visite guidate partecipative con esperti ed esperte. Escursioni a Svitto, Brunnen e Morschach, visite guidate sceniche con il personaggio della viaggiatrice inglese Jemima Morell e programmi per le famiglie completano l’offerta. Il Forum della storia svizzera a Svitto diventa così un luogo d’incontro e di riflessione su un tema che riguarda tutti noi.